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TEATRO GRECO SIRACUSA 2020 – PROGRAMMA COMPLETO

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Prima di passare al calendario rappresentazioni del teatro greco di Siracusa 2020, guardiamo un po’ la storia di questo luogo: le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, inaugurate il 16 aprile del 1914 con l’Agamennone di Eschilo, sono un evento che ancora oggi richiama migliaia di spettatori da tutto il mondo.
Criticate da Vittorini e Marinetti, elogiate da un entusiasta Mussolini, che decise di far evolvere gli spettacoli in istituzione nazionale, l’eco delle rappresentazioni al teatro greco di Siracusa negli anni ha raggiunto tale risonanza da arrivare, nel 2014, a essere replicati anche al teatro grande di Pompei.
Ogni anno, i più grandi nomi della cultura italiana calcano le scene del teatro greco di Siracusa. Il calendario delle rappresentazioni classiche di Siracusa ha registrato nomi che hanno segnato la storia di questo paese. Autori come Pier Paolo Pasolini e Salvatore Quasimodo, registi come Gabriele Lavia e Luca Ronconi, interpreti di enorme spessore come Vittorio Gassman, Salvo Randone, Giorgio Albertazzi e Arnoldo Foà.

Teatro greco Siracusa 2020 Programma completo

Presentazione delle opere della nuova stagione al teatro greco Siracusa 2020

Le Baccanti di Euripide

Il dio Dioniso, figlio di Zeus e di Semele, giunge in forma umana a Tebe, patria della madre, per punire, travolgendone le menti, le donne tebane che hanno dubitato della sua nascita divina. Solo il re Penteo è deciso ad opporsi alla follia ispirata dal dio. Il padre di Semele, Cadmo, e l’indovino Tiresia celebrano anch’essi la potenza di Dioniso. Quando le donne si recano sul monte Citerone per celebrare i misteri bacchici, Penteo si lascia convincere dal dio a seguirlo, travestito da donna, sul monte. La madre di Penteo, Agave, sorella di Semele, e le baccanti in preda al delirio dionisiaco lo scambiano per un leone e lo sbranano. Quando Agave torna alla coscienza, riconosce con orrore il capo del figlio in quella che credeva la testa del leone e portava come trofeo. La vendetta del dio è compiuta. A Cadmo che piange la morte di Penteo appare Dioniso: le sventure accadute derivano dal non aver onorato la sua potenza. Cadmo soffrirà ancora finché, mutato in drago, sposerà Armonia e troverà pace. Agave fugge lontano.(fonte www.sapere.it)

Ifigenia in Tauride di Euripide

Ifigenia scampò per poco dall’essere immolata dal padre Agamennone come vittima sacrificale (vedi Ifigenia in Aulide): all’ultimo momento la dea Artemide (per la quale il sacrificio avrebbe dovuto essere fatto) intervenne sostituendola con un cervo, e portando la principessa in Tauride. Divenuta sacerdotessa al tempio di Artemide, si trovò a dover forzatamente svolgere il crudo compito di eseguire il sacrificio rituale di ogni straniero che sbarcasse sulla penisola taurica.

Nel frattempo il fratello Oreste, aiutato da Pilade e dalla sorella Elettra, ha ucciso Clitennestra, sua madre, per vendicare l’uccisione del padre Agamennone. Tormentato dalle Erinni, Oreste è spesso preda di attacchi di follia. Incaricato da Apollo di rubare una statua sacra di Artemide da portare ad Atene per essere liberato dal tormento, si reca con Pilade in Tauride, non sapendo della presenza della sorella, ma viene catturato insieme all’amico, e portato al tempio per essere ucciso, come di consueto. Ifigenia e Oreste si riconoscono, e architettano la fuga, portando con sé la statua di Artemide. Atena compare nel finale per dare alcune istruzioni ai tre.

(fonte Wikipedia)

Le nuvole (Aristofane)

Il contadino Strepsìade è perseguitato dai creditori a causa dei soldi che suo figlio Fidippide ha dilapidato alle corse dei cavalli; pensa allora di mandare il figlio alla scuola di Socrate, filosofo che, aggrappandosi ad ogni sofisma, insegna come prevalere negli scontri dialettici, anche se in posizione di evidente torto. In questo modo, pensa Strepsiade, il figlio sarà in grado di vincere qualsiasi causa che i creditori gli intenteranno.

In un primo momento Fidippide non vuole andare al Pensatoio (phrontistérion) del filosofo e così il padre, disperato e perseguitato dagli strozzini, decide di recarvisi lui stesso, seppur vecchio. Appena giunto, incontra un discepolo che gli dà un assaggio delle cose su cui si ragiona in quel luogo: una nuova unità di misura per calcolare la lunghezza del salto di una pulce, oppure la scoperta del modo in cui le zanzare emettono il loro suono. In seguito, finalmente Strepsiade vede Socrate sedere su una cesta sospesa a mezz’aria, in modo da studiare più da vicino i fenomeni celesti.

Il filosofo, dopo un breve dialogo, decide di impegnarsi ad istruirlo: gli mette indosso un mantello e una corona ed invoca l’arrivo delle Nuvole, le divinità da lui adorate, che si presentano puntuali sulla scena. Strepsiade però non riesce a capire nulla dei discorsi pseudo-filosofici che gli vengono fatti (parodia della filosofia socratica e sofistica) e viene quindi cacciato. Fidippide, incuriosito dai racconti del padre, decide infine di andare a visitare il pensatoio e quando arriva assiste al dibattito tra il Discorso Migliore e il Discorso Peggiore.

Nonostante i buoni propositi e i sani valori proposti dal Discorso Migliore (personificazione delle virtù della tradizione), alla fine prevale il Discorso Peggiore (personificazione delle nuove filosofie) attraverso ragionamenti cavillosi. Fidippide impara la lezione ed insieme al padre Strepsiade riesce a mandare via due creditori; il padre è contento, ma la situazione gli sfugge subito di mano: Fidippide comincia infatti a picchiarlo, e di fronte alle sue proteste il figlio gli dimostra di avere tutto il diritto di farlo. Esasperato e furioso, Strepsiade dà allora alle fiamme il Pensatoio di Socrate, tra le grida spaventate dei discepoli.

(fonte Wikipedia)

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