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TEATRO GRECO SIRACUSA 2019 – PROGRAMMA COMPLETO

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Prima di passare al calendario rappresentazioni del teatro greco di Siracusa 2019, guardiamo un po’ la storia di questo luogo: le rappresentazioni classiche al teatro greco di Siracusa, inaugurate il 16 aprile del 1914 con l’Agamennone di Eschilo, sono un evento che ancora oggi richiama migliaia di spettatori da tutto il mondo.
Criticate da Vittorini e Marinetti, elogiate da un entusiasta Mussolini, che decise di far evolvere gli spettacoli in istituzione nazionale, l’eco delle rappresentazioni al teatro greco di Siracusa negli anni ha raggiunto tale risonanza da arrivare, nel 2014, a essere replicati anche al teatro grande di Pompei.
Ogni anno, i più grandi nomi della cultura italiana calcano le scene del teatro greco di Siracusa. Il calendario delle rappresentazioni classiche di Siracusa ha registrato nomi che hanno segnato la storia di questo paese. Autori come Pier Paolo Pasolini e Salvatore Quasimodo, registi come Gabriele Lavia e Luca Ronconi, interpreti di enorme spessore come Vittorio Gassman, Salvo Randone, Giorgio Albertazzi e Arnoldo Foà.

Teatro greco Siracusa 2019 Programma completo

Presentazione delle opere della nuova stagione al teatro greco Siracusa 2019

Elena di Euripide

Nell’Elena, Euripide si ispira alla Palinodia del poeta Stesicoro, che raccontava come a Troia fosse andata solo un’immagine della donna. Rifacendosi a questa versione del mito, l’autore costruisce un personaggio profondamente diverso da quello canonico, che il commediografo Aristofane definirà ironicamente “la nuova Elena”. L’eroina è una donna fedele, infelice per la lontananza del marito, che soffre per la propria fama immeritata di donna adultera, e che pur essendo corteggiata dal re Teoclimeno, non gli si concede. (fonte Wikipedia)

Le Troiane di Euripide

La città di Troia, dopo una lunga guerra, è infine caduta. Gli uomini troiani sono stati uccisi, mentre le donne devono essere assegnate come schiave ai vincitori. Cassandra viene data ad Agamennone, Andromaca a Neottolemo ed Ecuba ad Odisseo. Cassandra predice le disgrazie che attenderanno lei stessa e il suo nuovo padrone una volta tornati in Grecia, ed il lungo viaggio che Odisseo dovrà subire prima di rivedere Itaca. Andromaca subisce una sorte terribile, poiché i Greci decidono di far precipitare dalle mura di Troia Astianatte, il figlio che la donna aveva avuto da Ettore, per evitare che un giorno il bambino possa vendicare il padre e porre fine alla stirpe achea. Successivamente Ecuba ed Elena si sfidano in una sorta di agone giudiziario, per stabilire le responsabilità dello scoppio della guerra. Elena si difende ricordando il giudizio di Paride e l’intervento di Afrodite, ma Ecuba svela infine la colpevole responsabilità della donna, fuggita con Paride perché attratta dal lusso e dall’adulterio. Alla fine, il corpicino di Astianatte viene riconsegnato ad Ecuba per il rito funebre, Troia viene data alle fiamme, e le prigioniere vengono portate via mentre salutano per l’ultima volta la loro città. (fonte Wikipedia)

Lisistrata di Aristofane

Lisistrata, donna ateniese, convoca numerose donne di Atene e altre città, tra cui la spartana Lampitò, per discutere un importante problema. A causa della guerra del Peloponneso, infatti, gli uomini delle poleis greche sono perennemente impegnati nell’esercito e non hanno più il tempo di stare con le loro famiglie. Lisistrata propone allora alle altre donne di fare uno sciopero del sesso: finché gli uomini non firmeranno la pace, esse si rifiuteranno di avere rapporti sessuali con loro. Dopo un momento di sbigottimento e di rifiuto, le donne si dicono favorevoli al piano e fanno un giuramento.

A quel punto, le donne occupano l’acropoli ateniese, allo scopo di privare gli uomini dei mezzi finanziari per proseguire la guerra. Arriva il coro di vecchi ateniesi (uno dei due semicori della commedia) che vorrebbe, per vendetta, incendiare l’acropoli stessa, ma viene fermato dal coro delle vecchie (l’altro semicoro). Gli uomini mandano allora un commissario per trattare con le donne, ma Lisistrata ne smaschera l’ignoranza e la poca comprensione delle vicende che stanno accadendo. Peraltro, le donne hanno molta difficoltà a mantenere il patto e inventano varie scuse per tornare a casa dai mariti; Lisistrata deve penare non poco per impedir loro di lasciare l’acropoli. Concede solo a Mirrina la possibilità di incontrare il marito Cinesia, ma lo scopo è solo quello di stimolare le voglie dell’uomo, per poi lasciarlo con un palmo di naso. Mirrina svolge alla perfezione il suo compito: fa credere al marito di essere pronta all’atto sessuale, ma poi, dopo varie dilazioni, scappa lasciandolo insoddisfatto.

Nel frattempo, l’astinenza si fa sentire anche nelle altre città greche: arriva un araldo da Sparta per trattare la pace, col fallo palesemente eretto, ed incontra Cinesia, le cui voglie sono altrettanto evidenti. I due si mettono d’accordo: Sparta manderà ambasciatori pronti a firmare la pace, mentre Cinesia informerà le istituzioni ateniesi. Questo smorza decisamente le tensioni: i vecchi e le vecchie del coro, dopo qualche resistenza, riescono a riconciliarsi, e lo stesso fanno gli ambasciatori spartani e ateniesi davanti a Lisistrata. Quest’ultima si lancia allora in un discorso pacifista che ricorda le radici comuni di tutti i popoli greci, ma tale discorso degenera presto in un profluvio di allusioni e doppi sensi sessuali da parte degli uomini, felici per la raggiunta riconciliazione. In un tripudio di danze e banchetti si celebra il ritorno delle donne dai loro mariti.

(fonte Wikipedia)

Calendario Rappresentazioni Classiche 2019

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